Nella sala del Teatro delle Culture a Trastevere, una serata in cui si parlerà di alimentazione, attività sportiva, salute e performance... in modo rivoluzionario rispetto ai canoni della nostra società.

Una rara occasione, senza sponsor ne interessi commerciali, per sapere come viene manipolata la nostra cultura del benessere e come correggere gli errori che ci impediscono di vivere in forma ed in salute.

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UNA VITA MIGLIORE CON MENO FARMACI

 

 

 

Non è possibile che, nel mondo, si sia raggiunto un livello così esageratamente alto di consumo di farmaci.

 

Si ricorre ad essi sempre più spesso e per i disturbi più disparati, con l’obiettivo di eliminare al più presto il fastidio o il dolore che ci perseguitano.

 

A noi non interessa sapere che ogni disturbo, ogni fastidio, ogni dolore che proviamo nel nostro corpo è sostanzialmente un messaggio.

 

Sicuro!

 

E’ un messaggio che il nostro corpo ci invia per farci sapere che qualcosa non va.

 

Per dirci: “Ehi, guarda che mi stai mettendo in difficoltà. Non ce la faccio a restare in perfetta efficienza se continui a fare quanto di sbagliato stai facendo, mettendo a repentaglio il mio normale funzionamento e la mia capacità di eliminazione delle scorie.”

 

Il messaggio dovrebbe esserci utile per interrogarci sugli errori che realmente stiamo commettendo, magari involontariamente, nel nostro stile di vita per la salvaguardia dell’ottimale funzionamento del nostro organismo.

 

Il corpo umano è una macchina perfetta, evolutasi in milioni di anni e perfettamente in grado di gestirsi, di preservarsi, di autocurarsi

Di rispondere, cioè, ad ogni difficoltà con il massimo della tempestività e dell’efficienza.

 

Attraverso il dolore, un’eruzione cutanea, una nausea, uno svenimento, e molteplici altri segnali inequivocabili, il tuo corpo ti avvisa che qualcosa non va, e ti chiede semplicemente di fermarti un momento a riflettere su come lo stai trattando, di interrogarti se magari stai fumando o bevendo troppo, se stai mangiando schifezze, se stai affrontando fatiche fisiche o stress mentali esagerati.

 

Ti chiede semplicemente di smettere ciò che di sbagliato stai facendo.

E basterebbe solo fare questo per consentire ai fenomenali processi di disintossicazione ed autoguarigione del corpo umano di mettere in atto tutti i

propri preziosi meccanismi di ripristino della perfetta funzionalità di ogni apparato e per ritrovare la salute.

 

Invece no.

 

Siamo tutti troppo presi da cose molto più importanti della nostra salute.

 

I messaggi che, in maniera sempre più forte e pressante, ci giungono dal nostro corpo non vogliamo proprio ascoltarli.

 

Ci disturbano soltanto, infatti è per questo che si chiamano disturbi.

 

Una frase del Dalai Lama recita: “Quello che mi ha sorpreso di più egli uomini dell’occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in modo tale che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto”.

 

E’ proprio così, siamo talmente indaffarati da non avere il tempo di occuparci di noi e del bene più prezioso che abbiamo ricevuto in dono alla nostra nascita: il nostro corpo.

 

Così, solo quando non ne possiamo più, andiamo dal medico, ma molto più spesso direttamente in farmacia, e ci procuriamo i medicinali affinché scompaiano il mal di testa, o il bruciore di stomaco, o la febbre, o la diarrea, o le bolle sulla pelle, o il dolore alla spalla o vattelapesca qualunque altro disturbo.

 

I tanto amati farmaci ci permettono, in breve tempo, di eliminare i fastidi che ci impedivano di stare bene e tiriamo avanti fino alla comparsa di nuove complicazioni.

 

Ma noi che cosa abbiamo fatto realmente?

 

Abbiamo forse risolto la malattia e rimesso in perfetta efficienza il nostro organismo?

 

No di certo!

Abbiamo semplicemente spento i segnali di pericolo che ci avvisavano di avere dei problemi.

 

Abbiamo disinserito l’antifurto, così la sirena non suona più, ma i malfattori, all’interno della nostra abitazione continuano a fare i loro comodi.

 

Abbiamo tacitato i sintomi ma non guarito la malattia.

 

Durante un’influenza può accadere che sale la temperatura e si arrivi ad avere la cosiddetta febbre.

 

La febbre è una condizione che necessita al nostro organismo per liberarsi più velocemente degli agenti infettivi che hanno attaccato il nostro organismo.


Un’ alta temperatura rende più facile alle nostre difese immunitarie rispondere all’attacco subìto e ristabilire lo status quo, per questo si innesca tutto un insieme di importanti e sofisticati meccanismi di autodifesa, quali l’aumento della temperatura corporea, l’aumento delle secrezioni nasali, la produzione di catarro, ecc.

 

Tutti questi elaborati processi non sono la malattia, bensì l’insieme delle iniziative messe in campo dall’esercito del nostro sistema immunitario per debellare la malattia, virus ed intossicazione, attraverso l’eliminazione delle tossine e delle scorie che ci indeboliscono.

 

Invece qual è la prassi comune in questi casi?

 

Assumere medicinali per abbassare la febbre, stoppare le fastidiosi secrezioni nasali e la produzione di catarro:

 

Ti rendi conto dell’assurdità?

 

Fortunatamente il corpo umano è talmente forte che riesce, ugualmente e per proprio conto, quasi sempre a debellare le malattie, nonostante le incoscienti azioni di sabotaggio che appartengono alle ormai consolidate abitudini terapeutiche proprie dei nostri tempi, e sulle quali è fondato il business del farmaco e della  Sanità più in generale. 

 

Vorrei ricordare che  la Sanità pubblica e privata  rappresenta ben il 12% del pil mondiale.

E vorrei anche anche ricordare che le multinazionali farmaceutiche guadagnano montagne di soldi tanto da poter tranquillamente condizionare la cultura, la comunicazione, i comitati medico scientifici, i governi…

 

Il profitto è l’obiettivo fondamentale e per essere perseguito la gente non può essere in salute, bensì cronicamente bisognosa di medicine e per quesito è necessario creare clienti anziché cure.

 

Non a caso le industrie farmaceutiche spendono molto di più nel marketing che nella ricerca.

 

Ma, tornando a bomba, spesso accade che, dopo un po’ di tempo i farmaci che tanto bene ci facevano non riescono più a fare il loro effetto, perciò siamo costretti ad aumentarne le dosi o a cambiare a favore di un altro farmaco più potente, fino a quando i farmaci non riescono più a tenere sotto controllo la situazione e così il dolore o il disturbo da acuto diventa cronico e non riusciamo più a spegnerlo.

 

Quella maledetta sirena ci perseguita giorno e notte e non sappiamo più cosa fare, anche perché, nel frattempo,  altre sirene sono scattate, magari con intensità diverse e a fasi alterne, ma quell’impertinente del nostro corpo non ne vuole sapere di starsene zitto e ci rende la vita sempre meno serena e tranquilla.

 

Sicuramente qualcuno dei nuovi disturbi potrebbe essere imputabile alle metodologie usate per spegnere i segnali precedenti, ma eravamo troppo presi dallo stordimento causato dalla sirena più forte che quelle più deboli non hanno minimamente attirato la nostra attenzione.

 

Talmente distratti da non prestare la minima attenzione alle controindicazione segnalate sui “bugiardini” (termine popolare per indicare i foglietti illustrativi all’interno delle confezioni medicinali, termine che è tutto un programma) e neppure alle diciture prescritte per legge nelle pubblicità: “Può causare gravi danni collaterali”.

 

Ma, d’altra parte, a quanti fumatori  importa  la scritta sui pacchetti di sigarette. “Nuoce gravemente alla salute.” ?

 

Il risultato è che ogni giorno si reca più gente in farmacia che dal fruttivendolo e la nostra salute è mantenuta in precario equilibrio attraverso composti chimici che a volte causano maggiore intossicazione al nostro organismo che non la malattia all’origine dei nostri malanni.

A proposito, sai cosa letteralmente significa la parola “farmaco” ?

 

Etimologicamente deriva dal termine greco pharmakon e letteralmente significa “veleno” , ma può essere tradotto  anche con “narcotico”.

 

Tuttavia anche questa considerazione sembra non incidere sull’abitudine sempre più radicata di consumare prodotti farmaceutici, perché così va il mondo e la superficialità e la pigrizia, caratteristiche sempre più peculiari dell’uomo moderno, immerso nel benessere del ventunesimo secolo, ci impediscono di investire energie per ricercare soluzioni alternative mirate alla salvaguardia della salute.

 

La Dott.ssa Terry Wahls, autrice del libro “The Wahls Protocol”, ad un certo punto della sua vita si è ammalata di sclerosi multipla e, dopo anni di sofferenze, di tradizionali terapie farmacologiche tanto dannose quanto inutili, di peggioramento graduale delle sue condizioni psicofisiche, è riuscita a guarire solo grazie al cambiamento della sua alimentazione e del suo stile di vita.

 

Ecco cosa scrive: “Sono un professore di medicina dell’Università dell’Iowa e, per la maggior parte della mia carriera, ho creduto, con profonda convinzione, nel potere della medicina moderna, nei miracolosi farmaci e nelle procedure mediche istituzionali sempre più all’avanguardia.

Per tanti anni mi sono concentrata nel curare le malattie, non sul promuovere la salute, perché questo è ciò che mi è stato insegnato.

Di certo non ero un “medico del futuro”, secondo la definizione di Edison, il quale in tal modo definiva il dottore che non da medicine, che ha a cuore i suoi pazienti e si prende cura del corpo umano attraverso la dieta e si occupa della prevenzione delle malattie.

Ora io aspiro ad essere un medico del futuro”.

 

Infatti Thomas Alva Edison, oltre un secolo fa, diceva: “Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, alle cause ed alla prevenzione delle malattie”.

 

Ma, purtroppo, tale enunciato non trova il minimo riscontro nell’evoluzione della medicina moderna e la prevenzione di cui parla Edison è stata completamente sopraffatta dalle leggi del profitto imperanti nel mondo moderno, in particolare, in quello occidentale.

 

Siamo arrivati al punto che ci stiamo allontanando sempre più dalla nostra natura, che prevede il nostro organismo come un’unica entità, in cui tutto è correlato, che possiede i meccanismi e le capacità di difendersi e di guarire, di sopravvivere e di evolversi.

 

Invece il perverso meccanismo della moderna economia mondiale prevede il sempre più preoccupante inquinamento ambientale, le sempre peggiori  abitudini alimentari, la sedentarietà imperante e parallelamente grande tecnologia chirurgica, chemioterapie a non finire, somministrazioni di farmaci in aumento esponenziale.

 

Il corpo umano è stato spezzettato in decine di parti e, per ogni parte esiste il suo “Specialista” che si occupa di contrastare i sintomi di cui soffre il paziente senza andare a ricercarne le cause, che potrebbero risiedere da tutt’altra parte.

 

La famosa frase di Ippocrate, risalente a ben 2500 anni or sono, “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” appare provenire da un altro pianeta.

 

Ancora oggi un’infinità di medici ritiene che l’alimentazione non sia correlata alla stragrande maggioranza delle malattie moderne, e mi riferisco al cancro, alle malattie autoimmuni, a quelle degenerative, a quelle cardiovascolari.

 

Il Dottor Abram Hoffer, padre della medicina ortomolecolare, dice: “Sono strabiliato dalla preoccupazione di molti scienziati rispetto alla pericolosità delle vitamine. Vorrei che fossero più preoccupati per quei pericolosi veleni chiamati farmaci. Ogni flacone di medicinali dovrebbe avere un’etichetta con teschio ed ossa con su scritto-Veleno- a caratteri cubitali”.

 

Ma in termini di profitto e di speculazioni la cura è molto più vantaggiosa della prevenzione ed il  drammatico risultato è che stiamo vivendo la più grande emergenza sanitaria nella storia dell’umanità.

 

Risvegliare le coscienze e stimolare attenzione e riflessioni su questi argomenti è l’obiettivo di questo articolo, volutamente provocatorio e rivolto soprattutto ai nostri giovani, che sono indirizzati verso comportamenti ed abitudini troppo spesso dannose ed autolesionistiche da una società corrotta e malata.

 

Cambiare e cantare fuori dal coro è possibile… e auspicabile.

 

 

 

 

 

 

                                                           

 

                                                                 

 

 

 

 

 

Il riposo e la qualità del sonno sono elementi di fondamentale importanza per il mantenimento di un buono stato di salute, per smaltire lo stress e la stanchezza, per avere energia e brillantezza sia fisica che mentale, per la realizzazione della  fase anabolica di ricostruzione cellulare nei vari tessuti corporei, per disintossicarsi e mantenere alto il livello delle difese immunitarie.

 

Al contrario, problemi di insonnia impediscono il recupero delle energie psicofisiche e condizionano pesantemente il corretto svolgimento delle attività lavorative, sportive o di relazione.

 

Respirare, bere, mangiare, amare e… dormire.

Sono queste le priorità di ogni essere vivente.

 

Numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato come le persone che dormono poco e male sono molto esposte al rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari, autoimmuni e degenerative.

 

Il ciclo sonno-veglia è regolato in natura dal ritmo circadiano, cioè il ritmo di 24 ore che segue l’alternanza del buio e della luce ( dal latino “circa diem” intorno al giorno), e dovrebbe seguire questo ritmo parimenti ad altre fondamentali funzioni fisiologiche, come la secrezione di cortisolo, e la variazione della temperatura corporea.

 

Questo ritmo è come un orologio interiore che resta sincronizzato sui cicli naturali del giorno e della notte ma può essere condizionato da modificazioni della luce, della temperatura e da modificazioni comportamentali e sociali. 

 

In epoche passate questo ciclo veniva tranquillamente rispettato, ma lo sviluppo della “civiltà” ha modificato usi e costumi e l’avvento dell’elettricità ha addirittura stravolto il rispetto di questi cicli come tutte le altre attitudini naturali dell’uomo.

 

Trovare oggi qualcuno che va a dormire al tramonto e si desta al sorgere del sole è più difficile che trovare un vegano appassionato di fegato alla veneziana, e tutti siamo vittime di modelli comportamentali ben diversi da quelli che la natura ha disegnato per la prevenzione e la salvaguardia della nostra specie.

 

Così assistiamo ad un presente in cui l’uomo moderno generalmente dorme troppo poco e abbastanza male a causa di sempre più frequenti disturbi del sonno ma soprattutto, a causa di sempre minore attenzione al rispetto delle proprie necessità biologiche.

 

Il nostro ottimale equilibrio psicofisico richiede un quantità di sonno di circa 6/8 ore senza interruzioni e con una corretta percentuale di sonno REM (Rapid Eye Moviment), quella fase in cui,  a differenza delle altre quattro diverse fasi del sonno, si sogna e si ottiene una:  “Riprogrammazione neurologica utile a preservare  l’identità e l’eredità psicologica dell’individuo ed a formarne e rafforzarne la personalità” (Michel Jouvet “Il sonno e il sogno” 1993).

 

Molteplici possono essere i motivi alla base del mancato rispetto di questo equilibrio e che possono causare insonnia.

L’insonnia ( dal latino” insomnia” ossia mancanza di sogni) che non è una malattia ma “Un sintomo di svariate condizioni patologiche psichiche o fisiche oppure di alterate condizioni ambientali” (Sudhansun Chokroverty 2000), può essere occasionale se dura pochi giorni e dipende da fattori contingenti quali indisposizione, fuso orario, fattori esterni,  transitoria  se si protrae nel tempo ma meno di 3 settimane o cronica, quando persiste nel tempo e causa problemi di salute.

 

Il principale nemico del sonno è il cortisolo, ormone secreto dalle ghiandole surrenali utile per mettere l’organismo in stato di allerta e pronto ad affrontare nel modo migliore condizioni di stress psicofisico, attraverso l’aumento del battito cardiaco, della respirazione, della disponibilità di energia, della concentrazione e lucidità mentale.

 

In una condizione di normalità la presenza in circolo di cortisolo rispetta il ritmo circadiano, una concentrazione elevata al mattino per poi scendere gradualmente e toccare il minimo alla sera.

 

In una situazione di squilibrio la concentrazione di cortisolo può essere più elevata al momento di coricarsi, ed in tal caso sarà molto difficile addormentarsi ed avere un sonno tranquillo.

 

L’ipersecrezione di cortisolo può essere generata da diversi fattori, per esempio dalla presenza di uno stress emotivo, dallo svolgimento di un’intensa attività fisica o sportiva, da una condizione di ansia latente, da un’infiammazione cronica, dal digiuno oppure da un’alimentazione troppo ricca di carboidrati.

 

Nel caso di iperproduzione di cortisolo dovuta a motivi alimentari bisogna tener presente che essa si attiva per riportare nella norma i livelli degli zuccheri nel sangue, scesi sotto la soglia minima a causa del digiuno o a causa dell’azione dell’insulina che li ha abbattuti in risposta al picco glicemico prodotto dall’averne assunti troppi. 

 

L’ormone che, al contrario, favorisce il sonno, nel rispetto del ciclo circadiano e nel ricondurre al minimo sindacale le funzioni fisiologiche, è la melatonina, ormone secreto dalla ghiandola pineale, situata al centro del cervello e rivestita da una membrana fotosensibile che attiva la produzione quando ci si trova completamente al buio ed in particolare tra 2 e le 4 di notte.

 

La melatonina ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia agendo sull’ipotalamo e raggiunge la sua massima concentrazione plasmatica alla sera, mentre la secrezione è inibita al mattino e durante la giornata.

 

Durante la notte la sua secrezione può essere frenata dalla luce accesa, dalla televisione accesa ed anche da semplici led lampeggianti del telefono o di un antifurto presenti in camera da letto.

 

Presentano difficoltà di carenza di melatonina anche persone che lavorano di notte, che svolgono lavori con turni ed hanno la necessità di dormire in orari sempre diversi oppure che  sono soggette al jat lag.

 

Anche lo squilibrio di neurotrasmettitori, quali la serotonina, la dopamina e l’adrenalina, direttamente correlato alle condizioni ormonali, agisce negativamente sulla capacità di avere un sonno continuativo, profondo e ristoratore.

 

Esistono ancora altre cause, di natura più meccanica e fisica, che non vanno sottovalutate, come le infiammazioni muscolotendinee ed osteoarticolari, l’apnea notturna, il bruxismo o l’esigenza di alzarsi per fare pipì.

 

Le leggi dell’evoluzione umana hanno previsto un insieme di perfetti e ricercati meccanismi regolatori che consentono al nostro corpo di essere attivo e dinamico durante il giorno, con disponibilità di energia e stimolo dell’attenzione alti al mattino e progressivamente più bassi nel corso della giornata, fino a raggiungere il livello minimo al momento di abbandonarsi tra le braccia di Morfeo per recuperare le energie e riparare la “macchina” durante la notte.

 

Perfetti meccanismi regolatori che fanno oggi i conti con le stravolte abitudini di vita sviluppatesi in particolare negli ultimi decenni e di certo  ancora incapaci di intervenire minimamente sulle modificazioni genetiche che possano consentire un adeguato adattamento del nostro organismo. 

 

l’allarmante risultato è che l’insonnia viene definita “l’epidemia del nuovo millennio”:

Negli Stati Uniti ne soffrono  in modo saltuario il 48% abitanti, e per il 22% di essi si tratta di un disturbo cronico.

I sonniferi sono tra i farmaci più venduti per un giro d’affari di oltre 16 miliardi di dollari e “Le medicine prese per evitare l’insonnia sono di gran lunga più dannose dell’insonnia stessa” (Daniel Kripke, University of California).

 

Anche in Italia i dati sono molto preoccupanti ed in continua ascesa, ma ancora peggiore è la sempre più stretta connessione tra disturbi del sonno e depressione, arrivando al punto di confondere qual è la causa e quale l’effetto, con una drammatica incidenza sulla qualità di vita delle persone.

 

Ma veniamo alla bella notizia: tutte, e dico tutte, le cause di insonnia e di disturbo del riposo di cui ti ho parlato possono essere rimosse grazie al miglioramento dello stile di vita e attraverso una corretta programmazione dell’alimentazione, dell’attività sportiva e del controllo dello stress.

E vediamo come:

 

1. Miglioramento dell’ambiente.

 

Una certa attenzione può essere dedicata all’igiene del letto nel quale si dorme, alla qualità dell’aria che viene respirata durante la notte, alla temperatura della stanza, alla sua insonorizzazione ed alla schermatura nei confronti della luce.

Il miglioramento delle condizioni ambientali incide notevolmente sulla possibilità di far rilassare il proprio corpo, senza fastidi derivanti da luce e rumori esterni così come da troppo freddo o troppo caldo o da un’aria malsana all’interno della camera da letto.

 

2.  Eliminazione fonti di energia in camera.

 

Guardare la televisione a letto è diventata una prassi ormai consolidata in quasi tutte le famiglie, ma questa abitudine non è certo d’aiuto a chi soffre d’insonnia.

E’ vero che molti affermano: “Come mi addormento bene davanti alla TV”, ma probabilmente il motivo è da ricondurre ai programmi soporiferi che vengono trasmessi e non certo al potere ipnotico dell’apparecchio.

Se il televisore resta acceso la sua luce disturba il sonno ed inibisce la secrezione di cortisolo durante la notte.

Persino la lucina rossa di tv spenta inibisce la produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale.

Lo stesso avviene se all’interno della stanza da letto sono presenti altre fonti di luci anche minime.

Non si deve lasciare il telefono in carica sul comodino, soprattutto se lampeggia o emette suoni durante la notte.

 

3.  Liberarsi dei dispositivi elettronici.

 

Il 78 % di chi li possiede usa il tablet o lo smartphone a letto prima di addormentarsi.

La dipendenza dai dispositivi elettronici è una delle cause principali di stress dell’uomo moderno, perché il cervello è mantenuto in una condizione di continua allerta e non si rilassa mai.

Se l’apparecchio viene usato per motivi di lavoro, come leggere le email o scrivere, resta alta la tensione legata ai problemi vissuti durante il giorno o che si dovranno affrontare l’indomani, se invece per relazioni personali o giochini, resta comunque elevata l’attività celebrale con i meccanismi di attenzione innescati dal nostro sistema nervoso, i quali sono antagonisti a quelli necessari per prepararsi al sonno.

 

4.  Corretta alimentazione. 

 

Penso sia superfluo specificare che la caffeina, la nicotina e l’alcol sono tra le cause più decisive dell’insonnia, per cui sarebbe bene evitare di prendere caffè o thè di sera, così pure sarebbe bene evitare alcolici e le sigarette.

La cena non deve essere troppo abbondante e deve essere costituita da un corretto equilibrio di proteine, carboidrati e grassi.

Bisogna evitare di consumare troppi carboidrati perché determinano un picco glicemico ed il conseguente calo glicemico dopo 2/3 ore.

Il calo glicemico influisce negativamente sul rilassamento in quanto innesca la secrezione di cortisolo, responsabile dell’inibizione della melatonina e del mancato assopimento di tutte le funzioni corporee.

Una corretta alimentazione consente, più in generale, di avere un controllo sul peso, sul russare e sulle apnee notturne che esso produce, il miglioramento delle infiammazioni dell’apparato locomotore con la riduzione di fastidiosi dolori osteoarticolari, la guarigione di infiammazioni dell’apparato urinario e di eventuali cistiti o prostatiti responsabili di sconvenienti risvegli notturni per fare pipì.

In ogni caso l’alimentazione consapevole è di fondamentale importanza per il circolo virtuoso sonno-veglia in cui un organismo sano e ben alimentato è fonte di profondi sonni ristoratori e viceversa.

 

5. Attività sportiva.

 

L’inattività non facilita il sonno.

Una regolare e leggera attività fisico-sportiva pone le basi per dormire bene, attraverso il consumo di energie, la disintossicazione dell’organismo e lo scarico delle tensione mentali.

Per evitare troppa stanchezza ed aumento del cortisolo è buona norma evitare di praticare attività sportiva di sera, quando non resta il tempo per far scendere al minimo il metabolismo basale.

 

6.  Controllo dello stress.

 

Lo so che non sempre è facile riuscire ad evitare stati interiori di tensione ed ansia, ma molte volte, oltre a non fare niente per evitare certe dolorose condizioni, sembra che ce le andiamo a cercare.

Le metodiche per il controllo dello stress sono trattate nel capitolo dedicato e possono essere un valido riferimento anche come terapia per i disturbi del sonno.

Vorrei, tuttavia, proporre alcuni semplici accorgimenti per facilitare il rilassamento.

Un bagno caldo o una tisana calda rappresentano un modo tradizionale per “allentare i nervi” e vorrei aggiungere l’abitudine di praticare delle profonde respirazioni appena ci si corica, cercando di immaginare di inspirare aria pura e rilassante immersi in ideale paesaggio alpino o marittimo, un luogo che ti trasmette pace interiore, ed immaginare di espellere tutte le tensioni e le tossine accumulate durante la giornata mentre espiri tutta l’aria che hai nei polmoni.

Ovviamente è bene non vedere un film o un programma emozionante in tv, o leggere libri e giornali  che possono generare un senso di agitazione.

Se ti svegli durante la notte a fai fatica a riaddormentarti è inutile restare a rimuginare nel letto.

Ti consiglio di alzarti per dedicarti a qualcosa di poco impegnativo ma che distolga i tuoi pensieri dall’angoscia di non riuscire a dormire, per poi ricoricarti dopo una mezz’ora.

 

7.  Integratori alimentari.

 

Premesso che bisogna evitare nel modo più assoluto sonniferi, ansiolitici, psicofarmaci e medicinali vari, i quali causano problemi molto più gravi dell’insonnia, e premesso che nessun integratore può sostituire una sana ed equilibrata alimentazione, la quale, insieme alla giusta attività fisica ed alle opportune tecniche di rilassamento, in breve tempo risolve la stragrande maggioranza di tutte le problematiche legate all’insonnia, può essere assunto un integratore di melatonina per sopperire alla diminuita produzione causata dalle condizioni sociali di cui si è ampiamente discusso.

La melatonina è un ormone secreto dalla ghiandola pineale che si trova al centro del cervello ed è rivestita da una membrana fotosensibile che ne stimola la produzione nel buio più completo e la inibisce in presenza anche di minime fonti di luce. La melatonina è antagonista del cortisolo agisce direttamente sui suoi livelli plasmatici  abbassando lo stato di allerta e l’eccitazione nervosa durante la notte.

Tutto ciò nel perfetto equilibrio magistralmente disegnato dall’evoluzione umana, come uno straordinario ed estremamente complesso sistema di interruttori che regolano tutte le attività di veglia e di riposo.

Una integrazione di melatonina può essere presa un’oretta prima di andare a dormire e solitamente permette un sonno profondo e duraturo con incremento notevole della capacità onirica.

Altre soluzioni possono essere rappresentate da tisane di camomilla o valeriana.

 

Ora chiudo qui l’articolo perché mi sono molto dilungato ed ho perso troppo sonno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questi giorni di alte temperature ed alti tassi di umidità diventa difficile la pratica di qualunque attività a causa dell’ opprimente sensazione di calore e dello sfinimento che ne deriva.

 

Il nostro organismo deve mantenere l’equilibrio della propria temperatura e per questo è dotato di un sofisticato sistema di termoregolazione per mantenerla costante intorno ai 37°.

 

Ma non tutte le persone soffrono il caldo allo stesso modo, anche perché, aldilà della sensibilità soggettiva, non tutti i corpi si surriscaldano e si raffreddano allo stesso modo e, di conseguenza, ognuno reagisce in maniera differente agli sbalzi termici.

 

Ciò che fa la differenza è la composizione chimica del nostro organismo, in quanto le sostanze liquide assorbono e rilasciano calore con molta più facilità rispetto alle sostanze solide.

 

Per tale motivo ciò che influisce maggiormente nella percezione del caldo è la ritenzione idrica dell’individuo; più è alta la presenza di acqua all’interno del tuo corpo e maggiore sarà la tua sensazione di caldo insopportabile (come pure del freddo in inverno) e maggiore la difficoltà del tuo corpo nell’attuare i processi di termoregolazione.

 

Ovviamente non dobbiamo confondere la fastidiosa e negativa ritenzione idrica con l’auspicabile, positiva e necessaria idratazione corporea, considerando che l’idratazione riguarda la fisiologica presenza di acqua all’interno della cellula, mentre la ritenzione riguarda l’eccessiva presenza di acqua nella matrice extracellulare, definita anche edema.

 

Tra la cellula e l’ambiente circostante avvengono continuamente scambi di liquidi e  di tanti altri elementi, grazie alla permeabilità della membrana cellulare ed alla presenza, oltre che al corretto equilibrio tra loro, di minerali quali calcio, sodio, magnesio e potassio.

 

La differenza tra una ottimale condizione di idratazione corporea ed una deprecabile condizione di ritenzione idrica, ferma restando la predisposizione genetica individuale, è fondamentalmente dovuta al proprio stile di vita.

 

Esistono diversi tipi di ritenzione idrica che provo ad elencare sommariamente:

 

  1. Ritenzione idrica secondaria, dovuta a patologie piuttosto serie quali insufficienza cardiaca o renale, problemi al fegato o alla vescica, ipertensione arteriosa, ecc.
  2. Ritenzione idrica da farmaci, dovuta ad abuso di farmaci come antinfiammatori, cortisonici, terapie ormonali, pillole contraccettive, ecc.
  3. Ritenzione idrica circolatoria, causata da problematiche relative al sistema venoso o al sistema linfatico.
  4. Ritenzione idrica alimentare, dovuta ad una dieta squilibrata e ricca di alimenti acidificanti, sale e soprattutto zucchero.

 

Ed eccoci alla nota dolente… lo zucchero può essere considerato il maggior responsabile di una condizione di ritenzione idrica del nostro organismo, attraverso l’infiammazione sistemica che determina nel corpo e attraverso l’imprigionamento delle molecole d’acqua dovuto al glucosio in circolo.

 

Ciò avviene non tanto, come affermato da molti, perché 1 grammo di glicogeno tiene legati a sè ben 2,7 grammi circa di acqua, ma fondamentalmente perché mangiare zuccheri attiva l’insulina che stimola la secrezione dell’ormone aldosterone, il quale trattiene il sodio che, a sua volta, trattiene acqua. 

 

Quindi ecco il motivo per cui lo zucchero è più pericolo del sale per la ritenzione idrica e perchè, ad esempio,  una dieta chetogenica (cioè totalmente priva di zuccheri) determina la perdita di 2/3 Kg. di peso corporeo in soli 3 giorni.

 

Non si tratta di perdita di grasso bensì semplicemente di acqua.

 

Allora cosa bisogna fare per evitare accumulo di acqua nel nostro corpo e soffrire di meno il caldo nelle afose giornate estive?

 

Semplice: migliorare in generale il proprio stile di vita.

 

In primis prendere coscienza che anche fumo, alcol e caffè agiscono come sostanze che aumentano l’accumulo di acqua.

 

Inoltre sarebbe buona abitudine di praticare una sana attività fisica o almeno muoversi di più, tenere sotto controllo lo stress, bere molto e ridurre drasticamente, se non addirittura eliminare dalla propria alimentazione cibi ricchi di zuccheri, e cioè cereali, legumi, latticini, bibite gasate e prodotti industriali.

 

Mangiare tantissime verdure insieme alla giusta quantità di proteine e grassi buoni e, a differenza di quanto consigliato da una moltitudine di esperti, non esagerare con la frutta, la quale, seppure fresca e dissetante, è costituita per una metà di fruttosio e per l’altra metà di glucosio, contribuendo così alla eccessiva presenza di zucchero nel sangue (picco glicemico).

 

Per cui non sarà che mangiando gelati e frutta, come molti ci invitano a fare, solo apparentemente ci rinfreschiamo mentre in realtà  soffriamo maggiormente il caldo?

 

Provare per credere… a volte un semplice ragionamento logico e l’uso del proprio buon senso possono consigliarci meglio di studi scientifici non sempre super partes.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto dannosa e dispendiosa è la cottura con forno a microonde tanto salutare e conveniente è la cottura in lavastoviglie.

Questa affermazione può sembrare assurda perché milioni di famiglie utilizzano l'ormai indispensabile forno a microonde, considerandolo un elettrodomestico moderno, funzionale e pratico da usare, mentre sono rarissime le persone che hanno solo sentito parlare della possibilità di cuocere i cibi all'interno della lavastoviglie.

Eppure già negli anni '70 si cominciò a sviluppare negli Stati Uniti il Dishwasher Cooking, cioè la possibilità di inserire alimenti in questa macchina,sfruttando il calore che produce durante il lavaggio delle stoviglie, per cuocere alimenti.

In Italia la Food Blogger Lisa Casali, amante della eco-cucina, ha addirittura scritto un libro sull'argomento.

Praticamente se vi rimane un po' di spazio tra piatti e pentole, come sempre accade in ogni "caricamento", potete inserire dei barattoli a chiusura ermetica oppure sacchetti per il sottovuoto debitamente sigillati e sfruttare a costo zero il calore prodotto durante il lavaggio per la cottura.

Oltre al risparmio energetico otterrete cibi sani, cotti a basse temperature, che manterranno inalterate le loro proprietà nutrizionali, a differenza delle cotture al microonde in cui onde elettromagnetiche agiscono sulle molecole degli alimenti modificandole e rendendole non identificabili dal nostro DNA.

I lavaggi prevedono programmi che vanno dai 45° ai 75° centigradi ed il principio è quello delle cotture a basse temperature per lungo tempo, il cosiddetto Slow Cooking, molto di moda anche nei ristoranti stellati.

Con questo sistema potete cuocere verdure, uova, pesce e perfino carni... provare per credere !

Anzi, sarò curioso di ricevere riscontri sui vostri esperimenti, e magari ricette che avrete provato, nel forum di questo sito, dove poter scambiare opinioni ed idee su tutto ciò che riguarda la salute e il benessere.

 

 

 

 IL CORPO UMANO: ISTRUZIONI PER L’USO

 

 

 

 

Articolo de "Il Corriere della Città" del 2 Luglio 2015

 

Grande partecipazione il 30 Giugno all’Hotel Enea di Pomezia per la conferenza del Prof. Flavio Leonori riguardante movimento, alimentazione e salute.

 

“Il ruolo dell’ Insegnante di Educazione Fisica non può essere limitato alla pratica di esercizi ginnici, ma deve soprattutto mirare ad educare giovani e meno giovani alla conoscenza, al buon utilizzo e alla manutenzione del corpo umano, la “macchina” più straordinaria che esiste al mondo ed il regalo più prezioso che riceviamo in tutta la nostra vita”.

 

Queste le parole del Personal Trainer ed Health Coach Flavio Leonori, che lo scorso 30 Giugno ha parlato per circa 3 ore di movimento, alimentazione e controllo dello stress davanti ad una attenta e motivata platea di oltre 200 partecipanti.

 

“Occorre liberarsi dai condizionamenti di una società malata, che spinge verso l’acquisizione di pessime abitudini alimentari e comportamentali e che stanno rendendo l’uomo, oltre che il più evoluto, anche l’animale più malato del pianeta.

 

Fumo, alcol, caffè, zucchero, prodotti industriali, inquinamento ambientale, sedentarietà ed alti livelli di stress, sono alla base della più grande emergenza sanitaria della nostra storia.

 

Se non facciamo qualcosa il nostro futuro, quello dei nostri figli e dei nostri nipoti, sarà irrimediabilmente compromesso”.

 

Affermazioni forti che mettono in discussione la civiltà occidentale, nella quale le leggi dell’economia e del profitto stanno affossando il buon senso, l’etica, e le leggi della biologia e che hanno trovato grande corrispondenza da parte di tutti i presenti.

 

D’altra parte se è vero che negli ultimi 100 anni le morti causate dalle malattie moderne (cancro, malattie cardiovascolari, diabete, malattie degenerative ed autoimmuni) sono passate dal 5% a ben il 92%, nonostante lo sviluppo della medicina, della farmacologia e della chirurgia, beh c’è sicuramente di che preoccuparsi.

 

Nel corso della serata si è parlato della fisiologia e dell’evoluzione del corpo umano, della rivoluzione agricola e di quella industriale, delle cause e dei possibili rimedi alla condizione di disagio in cui ci troviamo.

 

Sono stati affrontati i temi dell’obesità infantile, dei cibi infiammatori e quelli salutari, di quale tipo di attività fisica praticare e di quali strategie mettere in atto per evitare che lo stress cronico causato dalla nostra vita frenetica ci strozzi sempre più.

 

Insomma tantissimi i temi toccati ed approfonditi anche grazie alle molte domande che il pubblico ha posto al relatore, ma che avrebbero necessitato di più tempo per essere sviscerati nel modo migliore, perché la serata è praticamente volata tra slides, filmati, spiegazioni scientifiche e battute divertenti.

 

In questi giorni abbiamo ascoltato il Prof. Leonori per avere le sue impressioni sullo svolgimento dell’evento:

 

“E’ stato molto piacevole ed emozionante aver avuto la possibilità di organizzare questo incontro a Pomezia.  

Da diverso tempo partecipo a conferenze educative e divulgative in tutta Italia,  accolte sempre con grande interesse e partecipazione, l’ultima era stata a Terni nel mese di Maggio e le prossime sono previste a Milano, Verona, Roma, Ancona e Rimini tra Settembre ed Ottobre, ma questa è stata la prima nella mia Città.

 

Ho voluto mettere a disposizione dei nostri concittadini una serata a costo zero, anche grazie alla generosità dell’Hotel Enea che ci ha messo a disposizione la struttura, e la grande affluenza di pubblico mi ha enormemente gratificato.

 

Purtroppo per molti non è stato possibile essere presenti e per questo motivo sto valutando la possibilità di replicare in questo mese di luglio, prima delle vacanze estive, modificando così i miei programmi.

 Inoltre da più parti viene la richiesta di approfondimenti specifici sui singoli temi trattati, per cui sto valutando di organizzare per l’autunno dei seminari a tema, anche con la partecipazione di esperti di vari settori legati alla salute ed al benessere”.

Lorrain Cordain, massimo esponente mondiale di alimentazione evoluzionistica, autore del best seller “The Paleo Diet”, studioso degli effetti rigeneranti che tale alimentazione ha sulla parete dell’intestino. Le sue teorie e le sue sperimentazioni ci dicono che i cibi industriali, lattosio, caseina, glutine e legumi agiscono in modo infiammatorio sulla barriera intestinale.

Flavio Leonori con STAFFAN LINDEBERG, Docente universitario e studioso svedese, eminenza europea nell’alimentazione evoluzionistica, che ha svolto numerose ricerche sui danni causati dai cibi industriali consumati nel mondo occidentale soprattutto in relazione ad obesità e diabete..

ALLENARE LA SALUTE

Non occorre poi molto per stare in forma ed in salute... ma è necessario sapere COSA fare Imparare quali sono i cibi infiammatori e i nutrienti benefici, qual è il movimento che fa ottenere risultati in breve tempo e quello inutile. Non è più il tempo del FAI DA TE. Consulenze personalizzate, proposte con competenza e professionalità sono fondamentali per trovare la MIGLIORE PERFORMANCE sia nello sport professionistico che amatoriale, sia nel lavoro professionale che per il tempo libero, sia per una giovinezza esuberante e travolgente che per una vecchiaia dignitosa e serena. UNA NUOVA VIA E’ TRACCIATA.