DIGIUNO  ATTO  SECONDO

 

 

Ecco finalmente il racconto della seconda esperienza personale di cinque giorni di digiuno, doveroso resoconto che segue il precedente articolo apprezzato da ben oltre ottomila lettori.

 

Come sapete mi ero ripromesso di attuare un nuovo percorso di astinenza da cibo dopo tre mesi dal primo, ma in realtà ne sono trascorsi cinque, perché gli impegni di lavoro sono stati molti, perché ci sono state le vacanze estive di mezzo, perché ogni settimana qualche evento me lo impediva, perché, perché, perché …

 

Potrei trovare decine e decine di motivazioni, che sarebbero ovviamente soltanto delle scuse belle e buone.

 

Proprio come tutte quelle scuse che ci raccontiamo quando non riusciamo ad apportare un qualunque cambiamento alle nostre abitudini ed alla nostra vita.

 

In verità è stata la difficoltà a ritrovare una forte motivazione e la giusta determinazione, ingredienti fondamentali per qualunque progetto che richiede forza, coraggio e convinzione, a farmi ritardare l’esperimento.

 

Così ho iniziato il giorno in cui mi sono sentito emotivamente predisposto e le mille scuse sono state immediatamente spazzate via dalla voglia di mettermi nuovamente in gioco e dallo stimolo di iniziare l’avventura.

 

Devo confessare che è stato molto più facile della volta precedente, come  seguire un sentiero che già è stato esplorato e, quindi, come affrontare paure che sono state già superate e sconfitte.

 

Ultimo pasto è stata la cena della Domenica, con l’obiettivo di mangiare nuovamente alle ore 21.00 del Venerdì successivo.

 

Nei Primi due giorni ho assunto 15 grammi di aminoacidi al dì per contrastare il depauperamento della massa muscolare ad opera dell’ormone cortisolo ed ho assunto per tutto il periodo 12 grammi di Omega 3 al giorno per aiutare la ricostruzione cellulare, inoltre ho bevuto acqua a volontà.

 

Questa volta gli effetti negativi che avevo vissuto in precedenza sono stati nettamente minori.

 

Pochissima sofferenza per la fame, nessuna emicrania, scarsi dolori alle gambe ed alla schiena.

 

Leggero appannamento mentale nelle prime 48 ore e grande lucidità ed energia successivamente.

 

Come preannunciato questa volta ho praticato una leggera attività sportiva.

 

In particolare il primo giorno al mattino ho effettuato 30 minuti di camminata veloce e 30 minuti di corsa, il terzo giorno 50 minuti di camminata veloce e l’ultimo giorno una partita di calcetto di un’ora.

 

Prima della partita, disputata il Venerdì alle 20.00, ho fatto merenda, anticipando così di due ore la scadenza prevista per il digiuno.

 

Ho mangiato un cachi e quattro noci e l’energia avuta in campo è stata veramente impressionante, essendomi sentito molto più dinamico ed in forma del solito.

 

Non ho avuto il benché minimo fastidio articolare o affaticamento muscolare né durante la partita né il giorno successivo, come invece mi accade solitamente a causa del tipo di sollecitazione cui viene sottoposto l’organismo in questa pratica sportiva piuttosto impegnativa.

 

La grande quantità di benefici e miglioramenti organici che derivano dalla pratica del digiuno sono stati ampiamente descritti nel precedente articolo e, ricordando che non è affatto consigliabile intraprendere una qualunque forma di digiuno senza essere seguiti da un professionista esperto, vorrei parlare oggi solo dei benefici che se ne traggono a livello psicoemotivo.

 

Mi riferisco in particolare alla crescita della propria autostima ed alla conquista di una nobile forma di libertà nell’avere la consapevolezza di non essere dipendenti dal cibo.

 

Viviamo in un’epoca ed in una società nelle quali siamo invasi e circondati da cibo.

 

Siamo costantemente spinti a mangiare perché il sistema consumistico imperante si basa proprio sulla nostra incapacità di moderazione e di considerazione del cibo come nutrimento anziché come appagamento di desideri indotti, di ingordigia innaturale, di schizofrenia alimentare.

 

Tutti mangiamo troppo e ben oltre le nostre necessità fisiologiche e, soprattutto, mangiamo schifezze che non servono certo a donarci energia e salute bensì a causare sovrappeso, infiammazione corporea, depressione ed una infinità di malattie moderne.

 

Non sono droghe solo l’eroina, la cocaina, la nicotina, l’alcol, ma tutto ciò che ci crea dipendenza, compresi il gioco d’azzardo, lo zucchero ed anche il desiderio smodato di cibo in generale.

 

Sia chiaro che queste affermazioni non devono assolutamente spingere verso forme patologiche opposte quali la bulimia o l’anoressia, condizioni degenerative di rifiuto del cibo che affondano le radici nelle stesse cause psicologiche e sociologiche delle dipendenze sopra descritte.

 

Devono servire per far capire che non si può mangiare per tristezza, o per dolore, o per noia, o per abitudine, o solo per appagare il desiderio del gusto.

 

Prima di ogni altro surrogato dei nostri bisogni primari il cibo è essenzialmente nutrimento e dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra le esigenze della vita sociale, gli stress cui siamo quotidianamente sottoposti, le influenze commerciali e le richieste nutrizionali del nostro corpo.

 

Proprio per questi motivi riuscire a liberarsi dalla dipendenza da cibo significa combattere e sconfiggere le ingerenze di una società che ci considera solo come consumatori da ingozzare, da far ammalare e poi da curare.

 

In realtà i condizionamenti esterni trovano terreno fertile in noi solo a causa delle nostre debolezze nell’incapacità di contrastarli, per tale ragione è importante riuscire a dimostrarsi indipendenti da essi nella scelta della qualità, della quantità, dei modi e dei tempi che regolano la nostra alimentazione.

 

Solo sviluppando la forza di resistere e di uscire dal circolo vizioso che ci indebolisce e ci rende schiavi possiamo elevarci e vantarci di scegliere consapevolmente anziché subire e basta.

 

In questo modo inneschiamo un circolo virtuoso che ci affranca nell’essere padroni della nostra vita, della nostra salute e del nostro futuro.

 

Il corpo si depura e si rigenera, la mente si rafforza e si acuisce, lo spirito si riconcilia con la natura umana.

 

Anche la performance sportiva di bassa intensità ne trae vantaggio e la considerazione generale, anche questa volta, è nettamente positiva.

 

Alla prossima tappa.

 

 

 

 

 

Lorrain Cordain, massimo esponente mondiale di alimentazione evoluzionistica, autore del best seller “The Paleo Diet”, studioso degli effetti rigeneranti che tale alimentazione ha sulla parete dell’intestino. Le sue teorie e le sue sperimentazioni ci dicono che i cibi industriali, lattosio, caseina, glutine e legumi agiscono in modo infiammatorio sulla barriera intestinale.

Flavio Leonori con STAFFAN LINDEBERG, Docente universitario e studioso svedese, eminenza europea nell’alimentazione evoluzionistica, che ha svolto numerose ricerche sui danni causati dai cibi industriali consumati nel mondo occidentale soprattutto in relazione ad obesità e diabete..

ALLENARE LA SALUTE

Non occorre poi molto per stare in forma ed in salute... ma è necessario sapere COSA fare Imparare quali sono i cibi infiammatori e i nutrienti benefici, qual è il movimento che fa ottenere risultati in breve tempo e quello inutile. Non è più il tempo del FAI DA TE. Consulenze personalizzate, proposte con competenza e professionalità sono fondamentali per trovare la MIGLIORE PERFORMANCE sia nello sport professionistico che amatoriale, sia nel lavoro professionale che per il tempo libero, sia per una giovinezza esuberante e travolgente che per una vecchiaia dignitosa e serena. UNA NUOVA VIA E’ TRACCIATA.