ZUCCHERO! THAT SUGAR FILM

Un film documentario sui danni causati dal più subdolo veleno del 21° secolo 

         

Tutti coloro che tengono alla propria salute ed al proprio benessere , e a quello dei propri cari, devono vedere questa bellissima rappresentazione cinematografica.

Soprattutto gli adolescenti, le più innocenti vittime del sistema consumistico ed industriale del mondo occidentale, che sta determinando la più grande catastrofe sanitaria della nostra storia, ne possono trarre un fenomenale beneficio  educativo, per riflettere profondamente su come alcune sostanze, considerate innocue e, talvolta, addirittura benefiche, stanno invece lentamente distruggendo la nostra integrità psicofisica. 

Questo film è del 2014 (uscito in Italia nel 2016) ed è stato scritto, diretto ed interpretato dal regista   australiano Damon Gameau, autore anche del libro “Dannato zucchero”, nel quale ha raccontato la stessa esperienza, vissuta sulla sua pelle, che si sviluppa in modo magistrale nella pellicola cinematografica.

 

                                                 

 

 

Con la partecipazione e le testimonianze di numerosi medici e scienziati, che non sono controllati dal “Sistema”, viene spiegato in modo chiaro come tutti i cibi ed i prodotti industriali, anche quelli considerati salutari, contengano importanti quantità di zucchero e siano la causa di sovrappeso, obesità, diabete e di quasi tutte le malattie moderne che stanno dilagando in modo impressionante in questi ultimi anni.

 

Ictus, infarti, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso come Alzheimer e Morbo di Parkinson, patologie autoimmuni che vanno dalla psoriasi alla fibromialgia, dalla sclerosi multipla alla colite ulcerosa e così via, sembra che oggi, più che ad una effettiva predisposizione genetica, siano imputabili allo stile di vita che l’uomo ha sviluppato negli ultimi decenni, e l’alimentazione in tutto ciò costituisce un fattore determinante.

 

Ciò che mangiamo determina modificazioni sostanziali nel nostro organismo e può causare l’infiammazione delle nostre cellule, la quale porta a Sindrome Metabolica e  costituisce la base su cui si sviluppano tutte le altre malattie.

 

In particolare proprio l'abnorme consumo di zucchero viene visto nel film, come in tantissimi studi scientifici degli ultimi anni, come una delle cause principali e più pericolose per l’insorgenza di infiammazione corporea.

 

Damon Gameau è un ragazzo in buona forma fisica, con valori ematici ottimali di glicemia, colesterolo, trigliceridi ed un perfetto funzionamento dei suoi organi.

 

Decide di sottoporsi ad un esperimento: modificare la sua alimentazione per 2 mesi, mantenendo la stessa quantità di calorie nella sua dieta ma modificandone la qualità e, quindi, il tipo di cibo da mangiare.

 

In particolare mangia meno grassi e proteine e più zuccheri, una quantità pari a 40 cucchiaini da thè di zucchero al giorno in più rispetto a prima, assumendolo da cibi considerati salutari e non dal cosiddetto cibo spazzatura.

 

Dopo 60 giorni di questa nuova alimentazione le differenze sul suo corpo, sia anatomiche che funzionali, sono tanto evidenti quanto preoccupanti: 8,5 Kg. di aumento del peso corporeo, 12 cm. di aumento del giro vita, gonfiore addominale, fegato grasso (steatosi epatica), aumento dei valori di glicemia, colesterolo LDL (quello che causa placche nei vasi sanguigni), confusione mentale, disturbi comportamentali, ecc.

 

Praticamente ha messo in atto, al contrario, quello che solitamente accade in un percorso disintossicante e dimagrante, in cui nel giro di un paio di mesi si ottengono proprio gli effetti diametralmente opposti a quanto rappresentato nel film.

 

Ciò che, a mio avviso, rende questo film drammaticamente attuale ed interessante, aldilà dell’esperimento sulla propria persona con i risultati appena messi in evidenza e che fanno veramente riflettere, è l’insieme di informazioni e spiegazioni precise su come si muove il marketing consumistico di questo nostro strano mondo.

 

Ciò che sta facendo oggi l’industria dello zucchero è paragonabile a ciò che ha fatto per 40 anni l’industria del tabacco prima di essere considerata la causa di un’infinità di malattie.

 

Viene mostrato come lo zucchero crei dipendenza alla pari di nicotina, cocaina e alcol, come i topi preferiscano lo zucchero alla cocaina, dopo essere stati resi dipendenti e dopo un periodo di astinenza, come gli effetti sul nostro cervello siano di grande impatto per le sfere del piacere e dell’appagamento.

 

 

 

 

Si raccontano le esperienze di alcune comunità che sono passate da un’alimentazione naturale e sana ad una sofisticata ed estremamente dolce con conseguenze gravi per tutti.

 

Noi siamo programmati per cercare il dolce perché nel corso dell' Evoluzione dell'uomo se ne trovava in scarsissime quantità in natura.

Nell' antichità si mangiava nell'arco di sei mesi lo zucchero che oggi si consuma in un solo giorno.

 

Nel film viene mostrato bene come lo zucchero venga inserito in un’infinità di prodotti commerciali e come riesca a modificare e rendere più appetibile qualunque sostanza, come renda schiavi al consumo dei cibi dolcificati e come tutti noi non ci rendiamo conto di assumerlo in dosi così elevate.

 

Cambia la percezione dei sapori modificando il nostro senso del gusto, spinge a farne un uso sempre maggiore, viene sostituito da dolcificanti ancora più pericolosi ed i produttori di cibi e bevande dolcificati sponsorizzano ricerche scientifiche che minimizzano gli effetti nocivi che si possono sviluppare nell'organismo umano.

 

Dobbiamo riflettere su questo grave problema che sta creando dei danni mostruosi all’umanità senza che ce ne rendiamo conto, perché troviamo zucchero dappertutto e siamo inconsapevoli vittime di campagne di marketing che tolgono completamente la capacità di scegliere cosa mangiare.

 

Il protagonista è riuscito a tornare alle sue precedenti abitudini alimentari con una notevole fatica. Ha sofferto per vincere la dipendenza che lo zucchero gli aveva causato.

Ha rivissuto le difficoltà ed i malesseri di quando, anni prima, aveva smesso di fumare.

 

Ci vuole qualche settimana prima che si riesca a vincere l’abitudine e la dipendenza.

Occorre forza e carattere, ma innanzitutto consapevolezza.

E questo film serve proprio a sviluppare consapevolezza e fa aprire gli occhi su un tema che viene sottaciuto, perché gli interessi economici che vi girano intorno sono esorbitanti.

 

Una considerazione mia personale, premesso che è sempre la dose che fa il veleno, riguarda il fatto che anche i cereali sono costituiti fino all' 80% di zucchero ed i legumi fino al 50%, oltre ovviamente agli antinutrienti che contengono e che determinano la necessità di trasformazioni tecnologiche per renderli edibili.

 

Su Youtube potete vedere la versione originale in inglese di "The Sugar Film"

In italiano solo un piccolo trailer.

E' possibile vedere in rete anche dei servizi sulla produzione dello zucchero ed anche quelle riprese vi assicuro che vi renderanno dei consumatori di zucchero molto più moderati.

Mangiare cibo vero allunga e, soprattutto, migliora la qualità della vita.

 

 

Flavio Leonori

 

 

               

 

 

                                    MENOPAUSA E STILE DI VITA

 

Ogni donna vive con lo spettro della menopausa, che non è affatto una malattia, bensì un periodo fisiologico della vita, che porta al termine della capacità riproduttiva e non dovrebbe causare quelle modificazioni così preoccupanti come avviene nella nostra società moderna.

 

E’ sicuramente un periodo complesso, nel quale si modificano gli equilibri ormonali ed avvengono cambiamenti sia a livello fisico che psichico, sia nella sfera affettiva che sociale, ma non così drammatico come viene disegnato dal marketing della salute per commercializzare un’infinità di farmaci, integratori, creme, libri, corsi in palestra e così via.

 

Ciò che occorre per affrontare nel modo migliore il periodo della menopausa è, né più né meno, la stessa cosa che serve in qualunque altro periodo della propria vita per conservare, o ritrovare, la salute, il benessere e la forma fisica: il giusto stile di vita.

 

I problemi principali che si riscontrano nelle donne che affrontano la perdita della fertilità dipendono fondamentalmente dall’infiammazione corporea preesistente, sviluppata nel corso dei decenni ed ulteriormente accelerata e fomentata dalle nuove esigenze di reiquilibrio ormonale.

 

La condizione di infiammazione cronica silente, che si sviluppa gradualmente  nel corso della vita, senza causare gravi disagi, e che dipende da una scorretta alimentazione, dalla carenza di micronutrienti, dalla sedenterietà, dallo stress cronico e dall’inquinamento ambientale, diventa improvvisamente ingestibile e si manifesta con modificazioni fisiche, alterazioni emotive e psicologiche e lo sviluppo veloce di disturbi di varia natura.

 

L’ansia che procura questa nuova e sconosciuta condizione completa il quadro dei fattori che condizionano la donna nella capacità di affrontare con naturalezza e serenità l’evento, senza subire forti contraccolpi sulla salute, sull’aspetto fisico e sul mantenimento dell’equilibrio emotivo. 

 

La menopausa coincide con la fine delle mestruazioni ma, ovviamente, è un processo che non avviene dall’oggi al domani, si protrae invece per diverso tempo, in relazione alla graduale perdita di funzionalità delle ghiandole ovariche.

 

Il pediodo di premenopausa è assolutamente soggettivo e può variare approssimativamente in un’arco di tempo che va dai cinque ai dieci anni e tutti i processi che la precedono e la accompagnano sono raggruppati nel termine di “CLIMATERIO”.

 

Nel periodo fertile della donna le ovaie sono organi deputati alla sintesi di alcuni  ormoni e alla maturazione delle cellule uovo destinate alla procreazione e la funzione endocrina consiste nella produzione degli ormoni sessuali femminili, quali estrogeni e progesterone, e di una piccola quota di androgeni (FOLLICOLI).

 

L’ attività delle ovaie e la produzione di follicoli vengono regolate in maniera ciclica dall’ ipofisi, una piccola ghiandola controllata dal sistema nervoso centrale (ipotalamo), e capace di modificare continuamente la propria attività in relazione alla situazione ormonale dell’organismo.

 

Quando le ovaie cessano di portare a termine la maturazione dei follicoli, si assiste ad una caduta dei livelli di estrogeni ed alla scomparsa della produzione ciclica di progesterone. 

In risposta a tale disequilibrio l’ipofisi, dal canto suo, aumenta la sintesi ed il rilascio dell’ormone follicolostimolante (FSH) che nella donna è deputato a promuovere la crescita dei follicoli ovarici.

 

Viene diagnosticata dal medico la condizione di menopausa quando nel sangue vengono riscontrati livelli superiori alla norma di ormone follicolostimolante ed anche di ormone luteinizzante (LH, necessario allo sviluppo del corpo luteo).

 

Il periodo di premenopausa non si sviluppa in modo progressivo, ma con fluttuazioni variabili ed imprevedibili che testimoniano e seguono l’andamento del lento ed altalenante declino delle ovaie, che diventano sempre più piccole ed atrofiche.

 

In tutto l’arco di tempo di preparazione e dopo la stabilizzazione della menopausa l’equilibrio dell’organismo subisce modificazioni che incidono su tutte le condizioni fisiche ed emotive di cui si è accennato ed in particolare occorre prevenire diverse condizioni patologiche o subcliniche che potrebbero intaccare la qualità della vita della donna.

 

Senza entrare nello specifico dei singoli disturbi in questa sede accennerò solamente alle più comuni condizioni di disagio che potrebbero essere causate dall’insorgere della menopausa:

 

  • VAMPATE, SUDORAZIONI, BRIVIDI
  • AUMENTO DI GRASSO CORPOREO
  • ANSIA
  • DEPRESSIONE
  • DISTURBI DEL SONNO
  • OSTEOPOROSI
  • PROBLEMATICHE CARDIOVASCOLARI
  • SQUILIBRI TIROIDEI
  • INDEBOLIMENTO DEI TESSUTI
  • IPOTONIA MUSCOLARE

 

Praticamente la quasi totalità delle funzioni del corpo umano viene messa a dura prova e l’entità di sviluppo delle condizioni suddette è direttamente proporzionale ai livelli di infiammazione corporea preesistenti, i quali sono generalmente responsabili della stragrande maggioranza delle patologie sviluppatesi in modo esponenziale nel mondo occidentale negli ultimi decenni, indipendentemente dallo squilibrio ormonale causato dalla menopausa, che diventa, tuttavia, importante fattore di insorgenza e peggioramento.

 

Vorrei proporre una sola riflessione leggermente più specifica riguardante lo stretto rapporto esistente tra testosterone e 17 beta-estradiolo.

 

Il testosterone, conosciuto principalmente come ormone della virilità maschile, è in realtà l’ormone della tonicità muscolare, della forza e, in ultima analisi, della giovinezza e del benessere, e non solo nell’uomo.

 

E’un ormone lipofilo, cioè può entrare all'interno degli adipociti, cellule del grasso, che sono dotate di un enzima chiamato AROMATASI che può trasformare il testosterone in estrogeni. 

 

L'uomo produce il testosterone attraverso i testicoli mentre la donna produce il suo testosterone attraverso il surrene ed in menopausa può essere accumulato nel grasso addominale e viscerale, dove viene trasformato in 17 beta estradiolo, il più potente estrogeno di cui diventa carente.

 

Questa produzione consente al tessuto adiposo accumulato nell' addome di svolgere una funzione vicaria della ghiandola ovarica nella donna in menopausa. 

Per questa funzione la donna in menopausa tende ad accumulare grasso nel giro vita per riuscire a trasformare il suo testosterone in estrogeni, ma un eccesso di 17 beta estradiolo in menopausa può essere un fattore di rischio per molte malattie, tra cui il tumore alla mammella.

 

Quindi, alla luce delle riflessioni finora stimolate, qual è il percorso da seguire per prevenire o per mitigare tutti gli effetti negativi che la premenopausa e la menopausa portano con sé ?

 

Ovviamente un corretto stile di vita, riassumibile nei quattro pilastri fondamentali della salute e del benessere:

 

1 - SANA ALIMENTAZIONE

 

Mangiare cibo vero, non trasformato industrialmente, non sottoposto a trattamenti tossici nelle coltivazioni e negli allevamenti.

 

Diminuire drasticamente la quantità di carboidrati assunti nelle abitudini alimentari tradizionali per evitare picchi glicemici ed ipersecrezioni di insulina, ormone che agisce negativamente sia sul testosterone che sul 17 beta-estradiolo.

 

Evitare cereali, latticini e legumi per le proprietà infiammatorie che li contraddistinguono, in particolare per l’azione di sabotaggio dell’equilibrio del microbiota (insieme dei batteri intestinali con cui viviamo in simbiosi) e per lo sviluppo della permeabilità intestinale.

 

Valutare i singoli alimenti in base alle molecole di cui sono composti piuttosto che in base alla quantità di calorie che contengono.

 

Prediligere cibi che apportano al nostro organismo proteine, grassi, zuccheri buoni, enzimi, vitamine, sali minerali: verdure, frutta, pesce, carni, uova, frutta secca, olive, olio extra vergine di oliva, ecc.

 

2 - INTEGRAZIONE DI MICRONUTRIENTI

 

Tutti noi siamo iperalimentati ma paradossalmente malnutriti, perché oggi tutti i cibi sono molto più poveri di micronutrienti rispetto al passato, a causa dell’inquinamento ambientale, dei sistemi di coltivazione e di allevamento, delle filiere di produzione, dell’uso di antiparassitari, dallo sfruttamento abnorme dei terreni.

 

Omega 3, Vit. D, Vit. C, Multivitaminici e sali minerali sono di grande importanza, soprattutto in condizione di premenopausa e menopausa per combattere l'infiammazione sistemica, l'ossidazione, l'acidità corporea, lo squilibrio ormonale, ecc.

 

3 - ATTIVITA’ FISICA

 

Il movimento è fondamentale; se non ci muoviamo il corpo umano, programmato geneticamente per risparmiare, non stimola il mantenimento e la crescita di muscoli, tendini, ossa, e l’efficienza di tutti gli apparati corporei.

Con il movimento ossigeniamo l’organismo e l’ossigeno è il primo nutrimento dell’uomo, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.

 

Attività fisica leggera, con inserimento di lavoro breve ed intenso, è ciò che migliora la funzionalità e la tonicità  della donna anche nel periodo critico della menopausa.

 

4 - CONTROLLO DELLO STRESS

 

Vivere in armonia con noi stessi, con la propria famiglia e con la società che ci circonda, saper apprezzare quanto di bello ci offre la vita, saper mettere sé stessi al centro del mondo ed avere la propria salute ed il proprio benessere come priorità di ogni giornata, sono gli ingredienti fondamentali per non subire continuamente lo stress che la società ed il nostro sistema di non-vita ci causano.

 

Di fondamentale importanza un positivo rapporto con il partner, col quale condividere i momenti di disorientamento e di difficoltà e da cui attingere sostegno, comprensione, serenità.

 

Ricordando che lo stress è la più determinante fonte di squilibrio ormonale, di infiammazione corporea, di sviluppo di patologie e di incapacità di saper gestire la menopausa, occorre pianificare la propria vita liberandosi dalla schiavitù di comportamenti sbagliati ed abbracciare alcune semplici tecniche di rilassamento, quali il training autogeno, la meditazione, lo yoga, il riposo attivo.

 

Naturalmente i concetti sopraesposti sono di carattere assolutamente generale ed ogni singola donna ha bisogno di una applicazione personalizzata di quanto sommariamente ho illustrato.

 

La somministrazione di altri integratori più specifici che intervengano direttamente nelle carenze ormonali può essere valutata in alcuni casi specifici sotto stretto controllo medico.

 

La capacità di sapersi af-fidare a professionisti competenti che sappiano tenere per mano ed accompagnare nel difficile percorso di trasformazione che avviene nella menopausa, dal punto di vista medico, nutrizionale, sportivo, psicologico, motivazionale, affettivo e sociale, rappresenta un prerequisito molto importante per la donna che vuole affrontare senza problemi, e superare in scioltezza lo scoglio della menopausa, che può far paura solo a chi è priva di conoscenza, a chi si oppone o non accetta il cambiamento  oppure a chi non è preparata ad affrontarla.

 

 

Flavio Leonori

 

 

 

       

 

         

 

                                                          DIGIUNO  ATTO  SECONDO

 

 

Ecco finalmente il racconto della seconda esperienza personale di cinque giorni di digiuno, doveroso resoconto che segue il precedente articolo apprezzato da ben oltre ottomila lettori.

 

Come sapete mi ero ripromesso di attuare un nuovo percorso di astinenza da cibo dopo tre mesi dal primo, ma in realtà ne sono trascorsi cinque, perché gli impegni di lavoro sono stati molti, perché ci sono state le vacanze estive di mezzo, perché ogni settimana qualche evento me lo impediva, perché, perché, perché …

 

Potrei trovare decine e decine di motivazioni, che sarebbero ovviamente soltanto delle scuse belle e buone.

 

Proprio come tutte quelle scuse che ci raccontiamo quando non riusciamo ad apportare un qualunque cambiamento alle nostre abitudini ed alla nostra vita.

 

In verità è stata la difficoltà a ritrovare una forte motivazione e la giusta determinazione, ingredienti fondamentali per qualunque progetto che richiede forza, coraggio e convinzione, a farmi ritardare l’esperimento.

 

Così ho iniziato il giorno in cui mi sono sentito emotivamente predisposto e le mille scuse sono state immediatamente spazzate via dalla voglia di mettermi nuovamente in gioco e dallo stimolo di iniziare l’avventura.

 

Devo confessare che è stato molto più facile della volta precedente, come  seguire un sentiero che già è stato esplorato e, quindi, come affrontare paure che sono state già superate e sconfitte.

 

Ultimo pasto è stata la cena della Domenica, con l’obiettivo di mangiare nuovamente alle ore 21.00 del Venerdì successivo.

 

Nei Primi due giorni ho assunto 15 grammi di aminoacidi al dì per contrastare il depauperamento della massa muscolare ad opera dell’ormone cortisolo ed ho assunto per tutto il periodo 12 grammi di Omega 3 al giorno per aiutare la ricostruzione cellulare, inoltre ho bevuto acqua a volontà.

 

Questa volta gli effetti negativi che avevo vissuto in precedenza sono stati nettamente minori.

 

Pochissima sofferenza per la fame, nessuna emicrania, scarsi dolori alle gambe ed alla schiena.

 

Leggero appannamento mentale nelle prime 48 ore e grande lucidità ed energia successivamente.

 

Come preannunciato questa volta ho praticato una leggera attività sportiva.

 

In particolare il primo giorno al mattino ho effettuato 30 minuti di camminata veloce e 30 minuti di corsa, il terzo giorno 50 minuti di camminata veloce e l’ultimo giorno una partita di calcetto di un’ora.

 

Prima della partita, disputata il Venerdì alle 20.00, ho fatto merenda, anticipando così di due ore la scadenza prevista per il digiuno.

 

Ho mangiato un cachi e quattro noci e l’energia avuta in campo è stata veramente impressionante, essendomi sentito molto più dinamico ed in forma del solito.

 

Non ho avuto il benché minimo fastidio articolare o affaticamento muscolare né durante la partita né il giorno successivo, come invece mi accade solitamente a causa del tipo di sollecitazione cui viene sottoposto l’organismo in questa pratica sportiva piuttosto impegnativa.

 

La grande quantità di benefici e miglioramenti organici che derivano dalla pratica del digiuno sono stati ampiamente descritti nel precedente articolo e, ricordando che non è affatto consigliabile intraprendere una qualunque forma di digiuno senza essere seguiti da un professionista esperto, vorrei parlare oggi solo dei benefici che se ne traggono a livello psicoemotivo.

 

Mi riferisco in particolare alla crescita della propria autostima ed alla conquista di una nobile forma di libertà nell’avere la consapevolezza di non essere dipendenti dal cibo.

 

Viviamo in un’epoca ed in una società nelle quali siamo invasi e circondati da cibo.

 

Siamo costantemente spinti a mangiare perché il sistema consumistico imperante si basa proprio sulla nostra incapacità di moderazione e di considerazione del cibo come nutrimento anziché come appagamento di desideri indotti, di ingordigia innaturale, di schizofrenia alimentare.

 

Tutti mangiamo troppo e ben oltre le nostre necessità fisiologiche e, soprattutto, mangiamo schifezze che non servono certo a donarci energia e salute bensì a causare sovrappeso, infiammazione corporea, depressione ed una infinità di malattie moderne.

 

Non sono droghe solo l’eroina, la cocaina, la nicotina, l’alcol, ma tutto ciò che ci crea dipendenza, compresi il gioco d’azzardo, lo zucchero ed anche il desiderio smodato di cibo in generale.

 

Sia chiaro che queste affermazioni non devono assolutamente spingere verso forme patologiche opposte quali la bulimia o l’anoressia, condizioni degenerative di rifiuto del cibo che affondano le radici nelle stesse cause psicologiche e sociologiche delle dipendenze sopra descritte.

 

Devono servire per far capire che non si può mangiare per tristezza, o per dolore, o per noia, o per abitudine, o solo per appagare il desiderio del gusto.

 

Prima di ogni altro surrogato dei nostri bisogni primari il cibo è essenzialmente nutrimento e dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra le esigenze della vita sociale, gli stress cui siamo quotidianamente sottoposti, le influenze commerciali e le richieste nutrizionali del nostro corpo.

 

Proprio per questi motivi riuscire a liberarsi dalla dipendenza da cibo significa combattere e sconfiggere le ingerenze di una società che ci considera solo come consumatori da ingozzare, da far ammalare e poi da curare.

 

In realtà i condizionamenti esterni trovano terreno fertile in noi solo a causa delle nostre debolezze nell’incapacità di contrastarli, per tale ragione è importante riuscire a dimostrarsi indipendenti da essi nella scelta della qualità, della quantità, dei modi e dei tempi che regolano la nostra alimentazione.

 

Solo sviluppando la forza di resistere e di uscire dal circolo vizioso che ci indebolisce e ci rende schiavi possiamo elevarci e vantarci di scegliere consapevolmente anziché subire e basta.

 

In questo modo inneschiamo un circolo virtuoso che ci affranca nell’essere padroni della nostra vita, della nostra salute e del nostro futuro.

 

Il corpo si depura e si rigenera, la mente si rafforza e si acuisce, lo spirito si riconcilia con la natura umana.

 

Anche la performance sportiva di bassa intensità ne trae vantaggio e la considerazione generale, anche questa volta, è nettamente positiva.

 

Alla prossima tappa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Digiuno: esperienza personale

 

Il racconto di 5 giorni senza cibo

 

 

 

 

 

 

Raramente nella mia vita ho saltato un pasto e mai avrei pensato di poter andare a letto solo per una sera a stomaco vuoto.

Invece martedì scorso mi sono alzato con la voglia e la volontà di iniziare il percorso di digiuno e con la convinzione di portarlo avanti per 5 giorni pieni.

Stavo maturando questa decisione da diverso tempo, dopo aver ascoltato le idee di diversi amici che lo prescrivono ai propri pazienti o assistiti, di altri che lo hanno praticato personalmente, e dopo aver letto molti studi e ricerche scientifiche che ne esaltano i risultati benefici e rigeneranti per il nostro organismo.

Per cui la molla è scattata grazie al desiderio di scoperta e di sperimentazione su me stesso; non certo per un’esigenza di dimagrimento quanto per verificare gli effetti del digiuno sull’infiammazione sistemica e sul potenziamento del sistema immunitario.

Il digiuno è in grado di migliorare l’apprendimento e la memoria,  può ridurre il rischio di degenerazione delle funzioni cerebrali, aiuta a combattere le malattie croniche, migliora le funzioni cognitive, aumenta la resistenza allo stress e riduce le infiammazioni.

Se ne è parlato alla riunione annuale della Society for Neuroscience, ed è stato appurato che il digiuno e l’esercizio fisico aiutano il cervello ad adattarsi e a migliorare il flusso di energia dei neuroni. 

Uno altro studio pubblicato dai ricercatori della University of Southern in  California ha mostrato che i cicli di digiuno prolungato proteggono dai danni al sistema immunitario e, inoltre, inducono la rigenerazione dello stesso. 

Il digiuno uccide le cellule immunitarie vecchie e danneggiate inducendo il corpo a produrne di nuove completamente sane.

Il risultato è un complessivo ringiovanimento del sistema cellulare di ossa, muscoli, sistema immunitario ma anche del cervello. 

Insomma gli stimoli a provare erano molti e dovevo solo trovare la forza interiore per affrontare questa sfida con me stesso, dopo aver scelto quale strategia adottare tra le molte metodologie possibili ed in particolare se optare per il digiuno intermittente o il digiuno prolungato.

Il digiuno intermittente può essere adottato in vari modi:

  • digiunare per 18 ore e mangiare nelle restanti 6 ore della giornata
  • saltare la cena 2 o 3 volte alla settimana
  • stare digiuno 1 giorno alla settimana

Invece il digiuno prolungato prevede un numero definito di giorni.

Poi ci sono diversi modi per interpretare il concetto di digiuno… molti lo applicano concedendosi tisane, estratti di verdure o succhi di frutta.

Personalmente sono sempre stato un fautore dell’equilibrio glicemico nel sangue, considerando le ipersecrezioni di insulina (dovute ai picchi glicemici) e di cortisolo (dovute ai cali glicemici) dannose per la salute, causando squilibri ormonali, infiammazione e sovrappeso. 

Nell’antichità l’uomo mangiava saltuariamente e solo quando riusciva a procurarsi il cibo, per cui nel corso della nostra evoluzione l’insulina ci ha salvato dall’estinzione, essendo l’ormone che ci faceva risparmiare carburante nei periodi di carestia.

Oggi, con la sovrabbondanza di cibo che c’è nel mondo occidentale, sta diventando invece la causa della nostra distruzione.

Per quanto riguarda il cortisolo, chiamato anche ormone dello stress, dobbiamo rilevare che la sua secrezione da parte delle ghiandole surrenali viene stimolata principalmente da consumo di zuccheri (come antagonismo all’insulina), da digiuno (per il calo glicemico) e da stati d’ansia o di stress.

Al contrario dell’antichità, quando non si sapeva neppure cosa fossero le pre-occupazioni o l’ansia, oggi viviamo in un mondo in cui l’ansia latente e lo stress cronico sono veramente esagerati ed i livelli di cortisolo nell’uomo moderno sono generalmente alle stelle.

Cosa fa il cortisolo?… Smonta le proteine dalla massa magra per produrre energia, svilendo quindi i tessuti muscolari e causando un dimagrimento negativo per il nostro organismo.

Sembra, però, che dopo 48 ore di digiuno la secrezione eccessiva di cortisolo si blocca, attraverso dei processi biochimici che non sto qui  a descrivere e, in tal modo, si avviano i processi che portano al consumo del solo grasso corporeo.

Per tali motivi, espressi molto superficialmente perché questo articolo vuole solo raccontare un’esperienza e non essere troppo tecnico, ho deciso di non attuare il digiuno intermittente bensì quello prolungato.

Ed eccomi finalmente, dopo questa noiosa premessa, al resoconto dei 5 giorni di digiuno… 

Non ho mangiato nulla ed ho bevuto solo acqua in abbondanza (circa 4/5 litri al giorno), talvolta con succo di limone.

Ogni giorno ho assunto circa 10 compresse di Omega3, acidi grassi utilissimi alla ricostruzione e rigenerazione cellulari.

Nei primi 2 giorni ho assunto 15 compresse di aminoacidi ramificati (Aminoday Life-120) per evitare perdita di muscolo.

La fame si è fatta sentire solo il primo giorno ed è poi gradualmente scemata fino a scomparire dopo il terzo giorno.

Il primo giorno ho sofferto di cervicalgia, il secondo di mal di schiena ed il terzo di dolori alle gambe (come se avessi la febbre).

Gli ultimi due giorni nessun disturbo, nessun calo di energia ed aumentata lucidità mentale con migliore capacità di attenzione e di concentrazione.

Al termine del periodo ho ripreso a mangiare con gradualità, iniziando con brodo di pollo per poi reinserire tutti i cibi.

Probabilmente il mio corpo non ha lanciato forti allarmi non essendo abitualmente nutrito con carboidrati insulinici.

Ho perso complessivamente 4,5 Kg., di cui solo 800 g. di massa magra.

La glicemia al mattino è passata da 98 mg/dl del primo giorno fino al minimo di 61 mg/dl al terzo giorno. 

Ho ripreso a mangiare ormai da 4 giorni e la glicemia sembra stabilizzata  intorno agli 80 mg/dl, per cui si può affermare che il digiuno prolungato sarebbe un grande aiuto per contrastare l’insulinoresistenza ed il diabete.

L’unico fastidio che ho riscontrato è stato il fatto di dovermi alzare 2/3 volte la notte per fare pipì.

Nel complesso un’esperienza positiva, che voglio sicuramente ripetere grazie all’energia ed al benessere che si sviluppano e che permangono anche al termine del percorso.

Ho la netta sensazione che le mie cellule siano rigenerate e tutto il mio corpo disintossicato. 

La prossima volta proverò a praticare anche attività sportiva moderata durante il digiuno per verificare meglio le risposte energetiche.

Sconsiglio vivamente, tuttavia, di intraprendere qualunque forma di digiuno senza essere seguiti da uno specialista.

Non tutti si reagisce allo stesso modo e, soprattutto, per ognuno sarebbe necessaria una metodologia differente di approccio alla restrizione calorica ed al digiuno.

Un’ultima considerazione… il sapore del cibo dopo l’astinenza è qualcosa di fantastico… solo per quello ne vale la pena.

Flavio Leonori

                                                     LA POLEMICA SULLA CARNE ROSSA

                               

 

Prendi degli animali e chiudili in gabbia per allevarli in modo intensivo, nutrendoli con cibo non adatto alla loro natura, come ad esempio considerando granivori i vitelli erbivori, e addirittura somministrando antibiotici o altri composti per accelerarne la crescita.

Poi prendi le carni di quegli animali e sottoponile a trattamenti industriali di trasformazione per produrre preparati adatti alle "moderne" abitudini alimentari, con l'aggiunta di conservanti, coloranti, addensanti e altre schifezze.

Fai sviluppare dei sistemi di cottura, di precottura, di condimenti e di consumo che niente hanno a che fare con il rispetto delle molecole che compongono le carni.

E ancora rendi infiammato il corpo umano, ed in particolare l'intestino e tutto l'apparato digerente, attraverso il consumo sistematico di cibi non specifici per lo sviluppo genetico della nostra specie, come cereali, legumi, latticini, prodotti industriali, zucchero, alcool, caffè, tabacco.

E allora....

La carne rossa in questi casi può anche far male e l'OMS si può spingere a dichiarare che le carni rosse trasformate possono causare il cancro.

Citando oltre 800 studi, ci dicono, che associano il consumo di carne allo sviluppo di tumori.

Ma la nostra intelligenza ed il nostro buon senso dovrebbe farci chiedere se, in realtà, il pericolo risiede nella carne rossa o nella società malata !!!

Come ha fatto la specie umana, che si è nutrita prevalentemente di carni per milioni di anni nel corso della sua Evoluzione, a non estinguersi se le proteine animali fossero realmente cancerogene?

Questo concetto lo capisce anche un bambino di scuola elementare.

Allora il problema vero è diverso.

Le carni rosse provenienti da animali allevati al pascolo, non processate e consumate senza trasformazioni tecnologiche, comprese cotture forti, consumate da persone sane non possono essere assolutamente considerate alla stregua di quanto dichiarato da un'organizzazione mondiale ben integrata nel "Sistema".

                               

 

    ZUPPETTA DI SALMONE CON LATTE DI COCCO E CURCUMA

        

 

Facilissimo....

Ingredienti:

1 scatolina di salmone selvaggio al naturale

1/2 bicchiere di latte di cocco

1 cucchiaino da tè di curcuma

sale rosa dell' Himalaya

pepe nero

 

Amalgamare tutti gli ingredienti contemporaneamente

volendo anche servendosi di un frullatore...

a piacere si può mangiare sia calda che fredda.

 

Il valore nutrizionale di questa pietanza è veramente eccezionale.

 

Lorrain Cordain, massimo esponente mondiale di alimentazione evoluzionistica, autore del best seller “The Paleo Diet”, studioso degli effetti rigeneranti che tale alimentazione ha sulla parete dell’intestino. Le sue teorie e le sue sperimentazioni ci dicono che i cibi industriali, lattosio, caseina, glutine e legumi agiscono in modo infiammatorio sulla barriera intestinale.

Flavio Leonori con STAFFAN LINDEBERG, Docente universitario e studioso svedese, eminenza europea nell’alimentazione evoluzionistica, che ha svolto numerose ricerche sui danni causati dai cibi industriali consumati nel mondo occidentale soprattutto in relazione ad obesità e diabete..

ALLENARE LA SALUTE

Non occorre poi molto per stare in forma ed in salute... ma è necessario sapere COSA fare Imparare quali sono i cibi infiammatori e i nutrienti benefici, qual è il movimento che fa ottenere risultati in breve tempo e quello inutile. Non è più il tempo del FAI DA TE. Consulenze personalizzate, proposte con competenza e professionalità sono fondamentali per trovare la MIGLIORE PERFORMANCE sia nello sport professionistico che amatoriale, sia nel lavoro professionale che per il tempo libero, sia per una giovinezza esuberante e travolgente che per una vecchiaia dignitosa e serena. UNA NUOVA VIA E’ TRACCIATA.